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Didattica con la LIM

Un uso consapevole della LIM

  1. La LIM è un’innovazione tecnologica per la scuola italiana.
    Per far sì che essa si trasformi in una reale innovazione didattica è necessario sviluppare metodologie e strategie di insegnamento, che mettano al centro del processo di apprendimento l’alunno e il gruppo classe.

  2. La LIM è una risposta all’arretratezza tecnologica delle nostre scuole.
    Non possiamo sapere se sia la risposta migliore possibile dal punto di vista didattico o solamente la più sostenibile dal punto di vista economico, ma oggi la LIM in Italia, così come in gran parte dei Paesi del mondo, è una risorsa della scuola e come tale non deve essere sprecata. È compito del mondo della scuola sperimentare le modalità per rendere sempre più efficace, efficiente e innovativa la didattica, anche mediante l’uso della LIM. Facciamo tesoro delle esperienze internazionali che ci hanno preceduto e non ripetiamo alcuni errori diffusi di inutilizzo delle lavagne, così come l’uso di pratiche didattiche che incentivano metodologie di insegnamento tradizionali, conservative e direttive, che danno ancora più centralità al ruolo del docente, rispetto a quello attribuito agli studenti.

  3. La LIM è un’opportunità e una sfida per i docenti.
    Un’opportunità perché permette di gestire il lavoro in aula in maniera più efficiente; consente di mettere a disposizione degli alunni materiali didattici multimediali e interattivi, che attivano le competenze proprie e degli allievi, utilizzando innumerevoli fonti e risorse digitali. È una sfida perché costringe a far entrare nella scuola l’uso di linguaggi nuovi e nuove risorse per rendere ancora più efficace l’azione di insegnamento, provando nuove soluzioni, sbagliando, modificando setting già utilizzati, mettendosi in gioco insieme agli studenti. Alla LIM non si tengono lezioni ex cathedra, né presentazioni in stile convegno; per questo tipo di attività la LIM non ha alcun valore aggiunto rispetto al tradizionale videoproiettore collegato a un computer. Il valore aggiunto risiede nella possibilità di interagire facilmente e direttamente con i contenuti, in grande o in piccolo gruppo, rendendo sempre più attivo il ruolo degli studenti nel processo di apprendimento, avendo a disposizione uno spazio condiviso che supporti tutte le fasi di lavoro.

  4. La LIM è una risorsa nelle mani degli studenti.
    Alla LIM ci si va individualmente, in piccolo o in grande gruppo, per elaborare una consegna, per azzardare ipotesi o per tirare le fila di fasi di lavoro svolte in maniera cooperativa al banco, ai computer o nei laboratori di informatica. Alla lavagna non si va più solo per l’interrogazione: ci si va per mettere in gioco le proprie abilità e le proprie conoscenze, anche informatiche, per condividerle con i compagni e con i docenti, per aiutare e per raggiungere gli obiettivi prefissati. Se gli studenti diventano il pubblico, gli spettatori di quanto accade sulla LIM, avremo sprecato ancora una volta la possibilità di innovare la didattica.

  5. La LIM è un ambiente di apprendimento.
    È uno spazio dinamico che si apre verso il Web, ma che, allo stesso tempo, si amplia verso la classe, i banchi e le pareti. Uno spazio in cui ci si muove, si ragiona e si fa scuola, si insegna e si apprende insieme, ciascuno secondo le proprie risorse e i propri limiti. Con la LIM in classe si incentivano processi di apprendimento che vanno dal lavoro al banco al lavoro alla lavagna, fino al lavoro a casa, facendo rimbalzare gli stimoli avanti e indietro, in modo che acquistino man mano significato. La LIM non cancella tutte le altre tecnologie e risorse, anche le più tradizionali, ma le integra in uno spazio comune di lavoro a disposizione della classe.

  6. La LIM è un’opportunità per ridurre il divario digitale nazionale.
    Al di là dei luoghi comuni sui nativi digitali, sono ancora troppo numerosi gli studenti italiani che non possiedono le competenze per usufruire dei nuovi linguaggi dei canali d’informazione, indispensabili per essere cittadini consapevoli e responsabili della società contemporanea e per accedere agli sbocchi occupazionali del mercato nazionale e internazionale del lavoro. Molte ricerche oggi sottolineano l’enormità del divario digitale all’interno del nostro Paese, con conseguenze drammatiche per il futuro sociale, culturale ed economico del territorio. Saper navigare in Internet oggi per un ragazzo non significa avere competenza digitale, significa conoscere a stento l’alfabeto dei nuovi linguaggi di comunicazione. Per un ragazzo, essere analfabeti digitali al giorno d’oggi è grave tanto quanto l’analfabetismo tradizionale. Anche mediante la LIM, la scuola dovrebbe indicare l’utilità della conoscenza di questo linguaggio, così come di tutti gli altri che già da tempo concorrono alla costruzione di un’istruzione significativa.

  7. La LIM è una possibilità per soddisfare il diritto di ciascuno ad avere competenze digitali.
    La scuola deve assumersi la responsabilità educativa, nei confronti di tutti gli studenti, di costruire competenze digitali che vadano oltre la sola confidenza con i nuovi media, che i ragazzi spesso dimostrano di possedere. Le competenze si costruiscono insieme in classe, utilizzando risorse multimediali (digitali e non), per raggiungere obiettivi didattici programmati, costruendo giorno per giorno modalità di lavoro e capacità transdisciplinari spendibili in ogni contesto della vita quotidiana. Solo la Scuola è l’agenzia preposta a fare questo, grazie al suo mandato formativo e al suo statuto democratico
    .
  8. La LIM è l’inizio, non la fine, del processo di innovazione tecnologica.
    Una seria politica di innovazione non deve trascurare altri progetti di interesse nazionale, pensando di aver modernizzato la scuola solo grazie alle LIM. Un grande piano nazionale di connessione a Internet delle classi scolastiche italiane (non degli uffici amministrativi) non è più procrastinabile. Altri progetti, che in Italia sono solamente accennati, sono già realtà in molti altri Paesi; progetti per la dotazione di netbook computer a ciascuno studente, così come progetti sperimentali per la dotazione di dispositivi interattivi a basso costo, basati su logiche open. Tutto ciò non è contrario al piano di diffusione delle LIM, come spesso si vuole far credere, bensì concorre a sviluppare l’innovazione.

  9. La LIM è diventata un campo di battaglia ideologico; i caduti di questa battaglia sono e saranno gli studenti.
    Da parte governativa oggi si sopravvaluta l’importanza della LIM per l’innovazione didattica e la si usa come copertura, innalzandola a vessillo della modernizzazione, mentre si disinveste sistematicamente sulla scuola pubblica dal punto di vista culturale, ancor più che da quello finanziario. Da parte del mondo scolastico frequentemente la LIM diventa simbolo di ogni spreco, negando a priori ogni utilità a una risorsa che ha grandi potenzialità di innovazione, nelle mani di docenti appassionati, più o meno esperti. Il risultato di questo conflitto penalizza gli studenti, che da una parte vedono sempre più ridurre la qualità dell’offerta formativa della scuola e dall’altra vedono sfumare e sprecare, ancor prima che essa venga sperimentata sul campo, una delle poche risorse didattiche, innovativa e allettante, che abbia fatto ingresso nella scuola negli ultimi anni.

  10. La LIM è al servizio di chi ha curiosità e passione.
    La LIM è straordinariamente potente nel far nascere e soddisfare curiosità tra gli studenti, a patto che li si lasci liberi di indagare e sperimentare, mettendoli al centro del processo di apprendimento. È straordinariamente potente nel rivitalizzare la passione dei docenti per le discipline e l’insegnamento e per trovare nuove vie per insegnare ad apprendere, a patto che non vengano loro negati i diritti fondamentali e vengano loro riconosciute la professionalità, l’insostituibilità e la qualità del proprio ruolo e del proprio lavoro. Non esiste alcuna innovazione senza investimento e senza ricerca; sulla scuola dobbiamo tornare tutti a investire dal punto di vista culturale, sociale e finanziario, così pure sulla ricerca, con determinazione e passione.

  11. La LIM è una risorsa ideale per l’ambiente classe.
    Più è disponibile e accessibile agli studenti, più sarà utile ed efficace. La LIM non deve essere rinchiusa nell’ambiente asettico e industrializzato delle aule di informatica, ma deve essere inclusa nel normale ambiente, creativamente caotico, delle aule scolastiche. Il numero inizialmente limitato di lavagne oggi a disposizione per ciascun istituto può far optare per aule appositamente attrezzate, dotate anche di altre tecnologie didattiche che, ancora oggi, troppo spesso faticano a entrare nella quotidianità scolastica, mentre invece sono ampiamente diffuse nel mondo esterno. Innanzitutto libri e biblioteche scolastiche, ma poi certo anche scanner, stampanti, microfoni e registratori digitali, computer portatili, connessioni a Internet, così come macchine fotografiche digitali e microscopi digitali. Un’aula laboratorio che superi e trasformi il modello attuale di aula informatica e che sia dotata di tutto ciò che in realtà vorremmo che fosse a nostra disposizione in ciascuna classe, per essere di supporto a pratiche didattiche innovative, cooperative e metacognitive, così come a competenze professionali di elevata qualità dei docenti e a competenze possedute dagli alunni, che ad oggi rimangono a uso esclusivo del tempo extrascolastico, per mancanza di spazi e strumenti.

  12. La LIM è sempre un potenziale problema tecnico.
    Man mano che le tecnologie didattiche aumentano nelle scuole e che queste diventano più sofisticate, innovative e utilizzate, è necessario che ogni scuola si doti di un serio protocollo per la soluzione dei problemi tecnici che sorgeranno nel corso dell’anno scolastico. Sono già troppi, a pochissimi mesi dalla prima installazione, gli esempi di LIM inutilizzate a causa di banali problemi tecnici che insorgono nel corso dell’attività didattica. Non è pensabile dotare una scuola con le tecnologie più moderne e non predisporre un funzionale piano di assistenza tecnica che in tempi brevi sistemi le eventuali disfunzioni della LIM, dei computer o dei videoproiettori. Allo stesso tempo anche gli insegnanti responsabili delle TIC a scuola assumono un ruolo sempre più importante e devono acquisire competenze più mirate, in modo da svolgere una funzione attiva nella risoluzione di minimi problemi che possono incorrere nella vita quotidiana. La LIM, così come tutte le tecnologie, verranno usate se il docente potrà contare sulla sicurezza e sulla funzionalità dello strumento, altrimenti preferirà prendere altre vie, magari meno multimediali, ma più sicure.

  13. La LIM è una scelta d’uso che ogni insegnante decide di fare, in un modo individualizzato.
    Nessuno costringe un insegnante a usare la LIM, piuttosto che altre risorse o altri strumenti. Non esiste un unico modo positivo di utilizzarla, ma, come tutte le risorse, è necessario trovare la propria modalità per renderne efficace l’uso in classe. Ciascuno di noi ha una propria storia, un proprio bagaglio di esperienze professionali e di competenze, ma anche un proprio modo di stare in classe, di interloquire con gli studenti e con i contenuti disciplinari. Non bisogna pensare che la LIM sia estranea a tutto questo. È necessario trovare le applicazioni e le funzioni che si ritengono più utili per i propri scopi, iniziare a usarle e lasciare stare le altre. Non bisogna pensare di rivoluzionare completamente il proprio modo di stare in classe, solo grazie alla LIM, dall’oggi al domani. Probabilmente non ne saremmo capaci, non lo vorremmo nemmeno e gli studenti ne sarebbero disorientati. È necessario iniziare pian piano provando le cose che sembrano più semplici e adatte e non esagerare con i tempi; non è necessario usare sempre la LIM in ogni lezione. Cerchiamo di usarla quando serve e iniziamo ad aggiungere cose nuove solo quando ci sentiamo sicuri delle prime.

  14. La LIM è un aiuto, non un miracolo.
    Con la LIM l’insegnante eccellente rimarrà tale, così come lo rimarrà anche il pessimo insegnante; la gran parte di coloro che si trovano nel mezzo troverà nuove vie e nuovi stimoli per migliorare la propria azione didattica. Non è detto che solo con la LIM si faccia innovazione, anzi, si è ottimi insegnanti anche non utilizzandola; decidete con coscienza, secondo il vostro stile di insegnamento e la vostra inclinazione, valutandone i vantaggi e gli svantaggi, ma cercate almeno di capire a che cosa serve e cosa fa, prima di decidere e giudicare.

  15. La LIM è una potente risorsa per incentivare strategie didattiche individualizzate e pratiche didattiche di integrazione e inclusione.
    Multimedialità, interattività e facilità d’uso della lavagna concorrono a incentivare stili di insegnamento che rispondano ai Bisogni Educativi Speciali, ai differenti stili di apprendimento e ai diversi livelli di competenza presenti in ogni classe, facilitando e rendendo condivisibili tra i compagni le azioni di adattamento delle risorse didattiche e sfruttando differenti linguaggi e canali di trasmissione della conoscenza, ad oggi difficilmente utilizzabili in classe. Con la LIM ogni classe deve diventare una Classe Digitale Inclusiva, in cui si integrino risorse normali e risorse speciali per l’educazione, necessarie per garantire la migliore qualità formativa, la partecipazione e l’apprendimento, per tutti gli studenti.

  16. La LIM è per tutti. L’accessibilità deve essere garantita per tutti gli studenti, così come per tutti i docenti. Ancora molta ricerca, tecnologica e didattica, è necessaria per garantire l’accessibilità a tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali, così come molta formazione deve essere ancora promossa per diffondere nel corpo docente le competenze necessarie per incentivare l’uso di risorse digitali e telematiche. La competenza digitale non può più essere un optional per la classe docente italiana. Tuttavia già oggi l’accessibilità è spesso minata da banali errori iniziali di installazione, che dimostrano lo scarso investimento didattico riposto sullo strumento. Abbiamo già troppi esempi, in questi primi anni, che ci devono mettere in guardia sull’accessibilità: LIM installate troppo in alto nelle scuole primarie, con alunni che possono utilizzare solo venti centimetri dello schermo, LIM installate su predellini sopraelevati che impediscono l’accesso ad alunni, ma anche ai docenti, con difficoltà motorie o su sedia a rotelle, LIM segregate in aule chiuse a chiave, in laboratori inaccessibili con procedure burocratiche d’accesso degne di centri di ricerca internazionali, che disincentivano la richiesta d’uso da parte dei docenti. La LIM è una risorsa didattica per fare scuola, per mediare tra processo di insegnamento e processo di apprendimento, tra insegnante, alunno e compagni; non è un tesoro da preservare e tenere nascosto, ma uno strumento da usare al meglio delle sue potenzialità. Rimuovere questi ostacoli di accessibilità è il primo compito che la dirigenza scolastica deve assumersi, nel momento in cui si procede all’acquisto e all’installazione di una o più LIM a scuola.

  17. La LIM è l’ideale per la didattica cooperativa.
    Se si vogliono sfruttare sul serio le potenzialità della LIM, è necessario fare uno sforzo e iniziare a proporre lavori in piccolo gruppo. Assegnare a ciascun gruppo un compito, oppure dare a tutti la stessa consegna. Una delle principali funzioni della LIM è proprio la gestione del lavoro in gruppo e la possibilità di lavorare a vari livelli, con vari materiali e con vari canali comunicativi. Non bisognerà aspettarsi subito grandi risultati. Lavorare insieme è molto più difficile che lavorare da soli e sarà necessario imparare a gestire molto meglio la situazione in classe. La LIM darà una mano, ma l’esperienza dell’insegnante e degli alunni conterà molto di più. Il lavorare in gruppo deve essere un’abitudine costante. Se lo si propone una volta a semestre, grandi vantaggi non ne ricaveranno né l’insegnante né gli studenti. Quando si
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Francesco Meago,
21 mag 2012, 12:51
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